Prestito con delega: quando si può rinnovare

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Prestito con delega: quando si può rinnovare? Un lavoratore dipendente può usufruire di una delega di pagamento rinnovata anche prima del tempo: le regole per attuarla sono le stesse della cessione del quinto. La variante ovviamente è il consenso dell’azienda, che gioca un ruolo determinante per l’ottenimento o meno del prestito delega. In questa guida sintetica analizzeremo tutti gli spetti che riguardano il rinnovo del prestito delega, come funziona il suo meccanismo secondo la normativa vigente, e quali potrebbero essere i fattori che potrebbero portare a un mancato rinnovo. Ricordiamo che la delega di pagamento è anche detta cessione del doppio quinto proprio per le similitudini che accomunano questi due prodotti finanziari.

Quando si può rinnovare la delega

Come tutti i finanziamenti, il prestito delega prevede un piano di ammortamento mensile, per cui il capitale da restituire alla società finanziaria, più gli interessi, vengono rimborsati a rate. Questi piani di ammortamento sono personalizzabili, potendo scegliere tra un minimo di 24 mesi e un massimo di 120 mesi. Quando si presenta l’opportunità di rinnovo? Di fronte alla necessità di ottenere liquidità aggiuntiva si può fare domanda di rinnovo della delega di pagamento

  • Prima che siano trascorsi 60 mesi del piano originario
  • Dopo che siano trascorsi 60 mesi del piano originario

Ognuna di queste due opzioni prevede precisi obblighi e criteri da soddisfare. Vediamo quali.

Rinnovo delega entro i 60 mesi

La prima opzione è che venga inoltrata la domanda di rinnovo del prestito delega quando il piano di ammortamento originario è di durata inferiore o al massimo pari a 60 mesi (5 anni). In questo caso

il rinnovo può essere fatto senza alcun problema, ma il beneficiario è obbligato ad allungare il nuovo piano di ammortamento fino la suo massimo, ovvero 120 mesi (10 anni).

Chiaramente la condizione necessaria e sufficiente affinché una qualsivoglia domanda di rinnovo possa essere presa in considerazione da un istituto di credito è che fino a quel momento i pagamenti siano stati regolari. Ricordiamo che la delega di pagamento si basa su un meccanismo di cessione di due quinti del proprio stipendio, per cui il pagamento è garantito dal datore di lavoro che rimborsa direttamente l’ente di credito che ha erogato il prestito.

Rinnovo delega oltre i 60 mesi

La seconda opzione prevede invece che la domanda di rinnovo del prestito delega venga inoltrata quando il piano di ammortamento originario è di durata superiore a 60 mesi (5 anni). In questo caso il meccanismo è più complicato, poiché

il rinnovo viene accordato nel momento in cui siano trascorsi due quinti del piano originario, ovvero il 40 per cento del totale. Se i pagamenti sono stati regolari fino a quel momento, la delega può essere pertanto rinnovata una volta superata questa soglia di tempo trascorso e relativo debito saldato.

Calcolo rinnovo delega: un esempio

Qui di seguito presentiamo una tabella che indica un semplice esempio di calcolo rinnovo delega per piani superiori ai 60 mesi, in modo da rendere più chiaro ed evidente come funziona il meccanismo di rinnovo:

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Perché la delega non viene rinnovata?

Può accadere che la domanda di rinnovo del prestito delega venga rifiutata da un istituto di credito o una società finanziaria. Per quale motivo accade? Possono esserci diverse ragioni alla base della decisione, e generalmente rientrano in queste 4 aree di motivazioni:

  • Volontà dell’azienda
  • Età prossima alla pensione
  • Subentro pignoramenti
  • Azienda non assumibile

Vediamo in dettaglio ognuna di queste cause di rifiuto della domanda di rinnovo.

Volontà dell’azienda

Nel prestito delega è necessario ottenere l’autorizzazione formale del datore di lavoro per la cessione di due quinti del proprio stipendio. Per legge l’azienda può anche opporre un rifiuto, essendo la delega un atto discrezionale, e non dovuto invece come la cessione del quinto standard. Può capitare per tante ragioni che

l’amministrazione di un’azienda che aveva concesso il doppio quinto non sia più favorevole a rinnovare la seconda trattenuta sulla busta paga a titolo di restituzione di un finanziamento 

Questo è il caso più semplice ed elementare per cui avviene il rifiuto del rinnovo del prestito delega.

Il fattore età

Un’altra differenza fondamentale tra cessione del quinto e prestito delega è che questo secondo prodotto non è accessibile ai pensionati, ma ai soli lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato. Per questo motivo

quando il richiedente è prossimo ad uscire dal mercato del lavoro e ricevere la pensione, nessun istituto finanziario è disposto a concedere la rivalutazione della delega di pagamento.

Pignoramenti sullo stipendio

In linea generale è possibile richiedere la delega di pagamento anche in presenza di pignoramenti sullo stipendio, così come con segnalazione di protesti o se si è iscritti nell’elenco dei cattivi pagatori. Tuttavia se il pignoramento dello stipendio subentra in corso d’opera viene limitata la possibilità di ottenere il rinnovo del prestito delega. Ricordiamo infatti che

il limite massimo delle trattenute in busta paga non può superare il 40 per cento della retribuzione netta in busta paga, il 50 per cento invece se si tratta di lavoratori dipendenti del settore statale.

Azienda non assumibile

La questione più complessa e delicata per il mancato rinnovo della delega avviene quando l’azienda viene ritenuta non assumibile dalla compagnia di assicurazione. La delega di pagamento, come la cessione del quinto, prevede l’assicurazione obbligatoria per legge sul credito, e prima di concedere il via libera la compagnia valuta

la solidità finanziaria e patrimoniale dell’azienda, studia i bilanci e tutto quanto sia utile a definire lo standard qualitativo di un’impresa. Se questi parametri di valutazione non fanno ottenere un punteggio sufficiente all’azienda, il prestito delega non può essere concesso o rifiutato (se lo stato aziendale nel frattempo è peggiorato).

I parametri di valutazione

I parametri di valutazione per ritenere un’azienda non assumibile sono:

  • Capitale sociale
  • Tipologia di azienda (spa, srl, coop)
  • Numero dipendenti
  • Tempistica di assunzione
  • TFR accantonato
  • Andamento economico e finanziario dell’azienda, desunto dagli ultimi bilanci depositati
  • Eventuali sinistri in corso con una determinata assicurazione
  • Settore operativo dell’azienda
  • Presenza della cassa integrazione

Non è detto che, se per una determinata società finanziaria, su giudizio dell’assicurazione, una richiesta di delega di pagamento non è fattibile perché l’azienda non è assumibile, un’altra finanziaria non possa invece dare il proprio assenso alla richiesta di finanziamento. Se alcuni di questi parametri sono ineludibili, come la tipologia di azienda, altri sono soggetti a maggiori oscillazioni, inoltre nel corso del tempo le assicurazioni variano i giudizi nei confronti di una determinata azienda, sia in senso positivo che negativo.