Prestito con delega di pagamento per pensionati

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Prestito con delega di pagamento per pensionati: è davvero possibile ottenere credito attraverso questa soluzione di finanziamento? Chi cerca informazioni sull’argomento cessione del doppio quinto si trova davanti a un muro insormontabile: il prestito con delega è riservato solo ed esclusivamente ai lavoratori dipendenti, tanto del settore pubblico e statale, quanto di quello privato. L’Inps infatti non ha mai concesso il via libera a tale formula di prestito ai suoi iscritti, per evitare l’eccessivo indebitamento e salvaguardare la soglia minima di sopravvivenza che lo Stato garantisce a coloro che sono usciti dal mercato del lavoro. In questa pagina potrete consultare non solo le informazioni principali sull’argomento, ma valutare le possibile alternative al prestito con delega di pagamento per pensionati, in assenza della sua concreta attuazione nel mercato del credito nostrano.

Prestito delega per pensionati: perché viene ricercato?

Esistono dei motivi concreti che portano gli utenti a ricercare un prestito con delega di pagamento per pensionati come possibile formula di finanziamento: chi ha bisogno di una grossa somma di denaro con una certa urgenza troverebbe assai utile e comodo avere a che fare con il prestito delega, giacché

si tratta di una cessione del doppio quinto sul reddito percepito, per cui il capitale viene rimborsato senza difficoltà con una trattenuta pari al 40 per cento del totale.

Ma come abbiamo anticipato, per salvaguardare la soglia di sopravvivenza dell’assegno previdenziale al netto delle trattenute, fissata ogni anno dallo Stato per una cifra intorno ai 500 euro, l’Inps non concede che il prestito con delega possa essere erogato ai pensionati, per cui è necessario trovare delle alternative. La delega di pagamento è pertanto un finanziamento riservato ai soli lavoratori dipendenti, che possono attivare il doppio quinto sulla busta paga: cosa fare se da pensionati si necessita di urgente liquidità? Le strade da percorrere in questo caso possono essere due, ovvero la cessione del quinto standard oppure il prestito vitalizio ipotecario.

Cessione del quinto per pensionati, come funziona

Come sappiamo la cessione del quinto consente di ottenere denaro in prestito da rimborsare mediante una trattenuta pari al 20 per cento del reddito percepito, sia esso da lavoro oppure come assegno previdenziale. La durata del finanziamento può variare da un minimo di 2 anni a un massimo di 10 anni, e per i pensionati è necessario anche stipulare un’assicurazione obbligatoria che tuteli dal rischio di decesso anticipato del beneficiario. Esistono inoltre delle speciali agevolazioni denominate Inps ex Inpdap, che consentono di ottenere prestiti a tassi agevolati dalle società finanziarie e gli istituti di credito convenzionati con l’ente pensionistico.

La cessione del quinto può essere richiesta da tutti i pensionati Inps ed ex Inpdap, l’ente di previdenza degli impiegati statali soppresso e ora confluito nell’Inps, con le seguenti eccezioni:

  • Titolari di pensioni e assegni sociali
  • Titolari di pensioni e assegni di invalidità civile
  • Titolari di assegni di sostegno al reddito
  • Titolari di assegni al nucleo familiare
  • Titolari di pensioni con contitolarità per la parte che eccede la quota spettante al richiedente il prestito
  • Lavoratori prossimi al pensionamento che percepiscono una prestazione finalizzata a incentivare l’uscita preventiva dal lavoro

Caratteristiche della cessione del quinto

Le principali caratteristiche della cessione del quinto, quelle che caratterizzano tale modalità di finanziamento, si possono riassumere in questo schema sintetico:

  • Rimborso del capitale tramite cessione del quinto della pensione
  • Piano di ammortamento personalizzabile tra 24 e 120 mesi
  • Nessun garante richiesto o altra garanzia richiesta
  • Nessun giustificativo di spesa per il prestito
  • Possibilità di ottenere un anticipo sul capitale
  • Possibilità di erogazione anche con altri finanziamenti in corso
  • Possibilità di erogazione anche a protestati e cattivi pagatori
  • Assicurazione obbligatoria contro il rischio di decesso anticipato

La richiesta di cessione del quinto della pensione è soggetta a limiti di età, variabile a seconda dell’istituto di credito o società finanziaria a cui ci si rivolge. In media non si deve aver superato gli 80 oppure 85 anni a fine ammortamento, anche se quale ente di spinge fino ai 90 anni: questo vuol dire che per avere un finanziamento a 10 anni si deve avere al massimo una certa età, oppure si è costretti a richiedere un ammortamento per un tempo più esiguo, e di conseguenza un capitale inferiore a quanto inizialmente preventivato.

I documenti da presentare

Stante i requisti sopra indicati, i pensionati che vogliono richiedere la cessione del quinto devono presentare una serie di documenti per avviare la pratica di finanziamento:

  • Copia del documento di identità
  • Codice fiscale o tessera sanitaria
  • Ultimo cedolino della pensione
  • Cud
  • Modello ObisM
  • Comunicazione di cedibilità della pensione

La prima cosa da fare per avanzare domanda di cessione del quinto della pensione è recarsi presso qualunque sede Inps facendo richiesta della comunicazione di cedibilità dove viene specificato l’ammontare massimo della rata, con la quota cedibile che deve essere consegnata alla banca o alla finanziaria che eroga il prestito. Importante:

Se si accede a un prestito Inps Inpdap con un ente finanziario convenzionato, sarà lo stesso istituto di credito a fare tale richiesta della comunicazione di cedibilità per via telematica. 

Gli alti documenti sono quelli standard per avviare un finanziamento, con l’aggiunta specifica per i pensionati del modello ObisM, un documento finanziario che contiene non solo i dati anagrafici e personali del richiedente, ma anche quelli relativi all’importo complessivo del pagamento, le detrazioni d’imposta e le trattenute applicate all’assegno previdenziale, l’ufficio pagatore e via discorrendo. Il Cud, Certificato unico dipendente, si può scaricare direttamente sul sito dell’Inps oppure richiedere attraverso la Pec, la posta elettronica certificata, o ancora rivolgendosi al Caf o a un’ufficio postale, pagando un piccolo importo più Iva per la stampa del modello.

Le condizioni da verificare

Avviato l’iter istruttorio, prima di erogare il capitale l’Inps deve verificare una serie di condizioni prima di concedere la cessione di un quinto dell’assegno previdenziale del proprio iscritto, ovvero:

  • L’istituto di credito o la società finanziaria rispetta tutti i requisiti di legge fissati dalla normativa in materia
  • La rata di ammortamento concordata non supera effettivamente un quinto dell’importo dell’assegno previdenziale
  • Il contratto è trasparente e riporta tutte le informazioni obbligatorie, sui tassi di interesse TAN e TAEG, costi di commissione e oneri fiscali, costo dell’assicurazione obbligatoria, eventuale penale per estinzione anticipata, ecc.
  • Il tasso di interesse applicato al prestito è inferiore alla soglia anti-usura per gli enti finanziari accreditati, oppure corrisponde al tasso agevolato convenzionale stabilito per la propria fascia di età in accordo con l’ente finanziario

Quando la cessione del quinto può non essere sufficiente

Il motivo per cui molti utenti in Rete cercano vanamente informazioni sul prestito con delega di pagamento per pensionati è perché, proprio come accade ai lavoratori dipendenti, spesso la mera cessione del quinto può non risultare sufficiente, per una serie di motivi. Innanzitutto il prestito con delega permette di ottenere cifre più elevate rispetto alla cessione del quinto standard, l’ideale dunque per realizzare una serie di progetti che richiedono grossi importi. Un’altra situazione tipica è quella di chi ha un debito residuo molto ingente, e allora richiede la delega di pagamento per poter saldare il dovuto rinunciando a quasi metà del proprio reddito.

Appurato che non è possibile ottenere il prestito con delega da pensionati, quando si è usciti dal mercato del lavoro ma si ha la necessità di ottenere una grossa somma di denaro, si può provare a richiedere il prestito vitalizio bancario o ipotecario che dir si voglia, mettendo a disposizione un bene immobile di proprietà.

Prestito vitalizio ipotecario, che cos’è?

Il prestito vitalizio ipotecario è una soluzione di finanziamento riservata a chi ha almeno 60 anni ed un immobile di proprietà da mettere a disposizione per ottenere una somma di denaro. Infatti questo prestito

consente di ottenere un capitale mettendo a garanzia un’ipoteca sull’immobile di proprietà, senza bisogno di effettuare una vendita né di rimanere con la nuda proprietà. 

Il beneficiario del prestito vitalizio ipotecario può ottenere una somma pari a una parte del valore dell’immobile di cui è proprietario, e si concorda un piano di ammortamento con la banca o la finanziaria con cui si contrae il prestito, per restituire solo interessi e spese, e non il capitale. Inoltre sulla quota da rimborsare non viene applicata la capitalizzazione annuale degli interessi.

Come viene rimborsato il capitale

Ma allora come viene rimborsato il capitale? Tale prestito si chiama “vitalizio” proprio perché ha una durata che va dal momento della stipula del contratto fino al decesso del beneficiario: solo i quel momento la parola passa a gli eredi, i quali hanno davanti a loro tre soluzioni possibili per il rimborso del capitale erogato dall’istituto di credito.

  • Riscatto dell’immobile: gli eredi restituiscono di tasca loro il dovuto entro 12 mesi dal decesso del beneficiario del finanziamento
  • Vendita dell’immobile: in accordo con la banca, si mette sul mercato l’immobile, e con la vendita si rimborsa la banca o finanziaria di quanto le spetta, e la parte eventualmente eccedente viene redistribuita fra gli eredi. Anche in questo caso la compravendita deve avvenire entro i 12 mesi successivi al decesso del beneficiario del prestito
  • Immobile lasciato alla banca: in questo caso è l’ente finanziario a provvedere alla compravendita ed estinguere il finanziamento, valutando attraverso una perizia indipendente l’immobile, e dopo la vendita tenendo per sé la quota capitale che spetta, mentre la parte eccedente va agli eredi

In caso dell’opzione vendita da parte degli eredi, è necessario specificare che l’importo del debito residuo non può superare quello di vendita, per tutelare beneficiario ed eredi, e per garantire il nuovo acquirente viene resa inefficace qualsiasi causa pendente opponibile alla vendita. È possibile attuare anche la risoluzione anticipata del contratto quando il beneficiario è ancora in vita, o perché ritarda il pagamento delle rate mensili di interessi e spese, oppure perché mette in atto azioni che riducono in maniera significativa il valore dell’immobile, come ad esempio costituire diritti reali di garanzia a favore di terzi. In questi casi il beneficiario del prestito vitalizio

può mettere in vendita l’immobile trascorsi 12 mesi al valore di mercato, decurtato del 15 per cento ogni anno fino al momento della vendita. Lo stesso accade alla banca in caso di decesso del beneficiario, ritardato pagamento, trasferimento di proprietà e garanzie: se entro 12 mesi non avviene il rimborso, la vendita dell’immobile viene decurtata ogni anno del 15 per cento fino al termine della compravendita.

Come si calcola la somma del prestito

Come viene calcolata la somma di denaro da erogare con il prestito vitalizio ipotecario? Innanzitutto il procedimento prevede la perizia dell’immobile da parte di una figura terza e indipendente alla banca, in modo da determinare il valore complessivo del bene sul mercato immobiliare. Una volta stabilito tale valore,

viene fissata la quota spettante sotto forma di finanziamento in denaro al richiedente, che prevede la variabile età come fattore determinante. Questo vuol dire che minore è l’età del beneficiario, minore sarà anche il valore percentuale che verrà erogato come quota in denaro. Uno schema puramente indicativo, a titolo di esempio, potrebbe essere il seguente:

  • 15-20 per cento dell’immobile per utente fascia d’età 60-70 anni
  • 30 per cento dell’immobile per utente fascia d’età 70-80 anni
  • 40 per cento dell’immobile per utente fascia d’età 80-90 anni
  • 50-55 cento dell’immobile per utente fascia d’età 90 anni in su

Segnaliamo in questo capitolo dedicato al calcolo del prestito vitalizio ipotecario le possibili agevolazioni fiscali applicabili al finanziamento per cui, in caso soprattutto di operazioni nel medio e lungo periodo, è possibile ottenere:

  • Esenzione su imposte di bollo, registro, ipoteca e catasto
  • Concessioni governative esentasse, con versamento di imposta sostitutiva pari allo 0,25 per cento se è prima casa, o del 2 per cento per seconda casa

Quando conviene il prestito vitalizio ipotecario?

Se per un richiedente che ricerca il prestito con delega di pagamento per pensionati la soluzione del prestito vitalizio ipotecario rappresenta la soluzione idonea al fine di ottenere una somma di denaro anche importante, è necessario comunque valutare anche i possibili contro di un’operazione di questo tipo, a partire dall’impossibilità di vendere o intestare agli eredi l’immobile, a meno di non voler procedere alla risoluzione anticipata del contratto.

In generale è bene valutare in famiglia la convenienza di tutti gli aspetti prima di procedere all’istruttoria del finanziamento, giacché l’onere del rimborso del capitale spetterà comunque agli eredi del beneficiario, che dovranno provvedere a pagare il riscatto oppure effettuare la compravendita del bene. 

Conclusioni

Dunque abbiamo spiegato perché non è possibile erogare prestiti con delega di pagamento per pensionati, ed abbiamo studiato le possibili alternative da percorrere per cercare di ottenere denaro in prestito attraverso una banca o una finanziaria, percependo l’assegno previdenziale dall’Inps. Esistono vantaggi e punti deboli sia per la cessione del quinto standard, sia per il prestito vitalizio ipotecario, legati alla caratteristiche peculiari di questi due prodotti finanziari, che coinvolgono la soma di denaro erogabile, la modalità di rimborso, gli eventuali costi ed oneri annessi al finanziamento. I prestiti con delega rappresentano una tipologia di finanziamento riservata ai soli lavoratori dipendenti, che devono soddisfare determinati requisiti legati alla tipologia di contratto e alla presenza del TFR maturato in azienda, provvedendo al rimborso mediante una cessione del doppio quinto, pari a quasi metà del proprio stipendio. Ed anche questo è un aspetto che può avere utilità e svantaggi, per cui bisogna sempre valutare il proprio caso personale, le condizioni economico-finanziarie in cui ci si trova, prima di percorrere qualsivoglia percorso finanziario all’interno del mercato del credito.